
Nella vita possono accadere molte cose: potresti perdere il lavoro, aver bisogno di un periodo di assenza per prenderti cura di tuo figlio appena nato, affrontare una malattia temporanea o una disabilità permanente… oppure è giunto il momento di andare in pensione. La sicurezza sociale ti protegge e ti aiuta in tutte queste situazioni anche se vivi o lavori in un altro Stato membro dell’Unione europea (UE).
L’UE ha adottato norme in tal senso già dal 2010. Tuttavia, da allora il mercato del lavoro è cambiato, così come i sistemi di sicurezza sociale dei vari paesi; per questo motivo l’UE ha ora semplificato e modernizzato le proprie norme in materia di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, compiendo un passo importante verso il rafforzamento di una mobilità lavorativa equa in Europa. Le nuove norme entreranno probabilmente in vigore alla fine del 2026.
Cosa è cambiato
Le nuove norme vanno a vantaggio di tutti, semplificando il coordinamento previdenziale per circa 16 milioni di persone che vivono o lavorano in un altro Stato membro, nonché per le imprese e le amministrazioni nazionali. Di seguito i principali miglioramenti.
Maggiore protezione della sicurezza sociale a livello transfrontaliero. Se lavori o vivi in un altro Stato membro, i tuoi diritti previdenziali sono maggiormente tutelati. Ciò comprende norme più chiare in materia di assistenza a lungo termine e prestazioni familiari.
Regole più eque per prevenire gli abusi nel lavoro transfrontaliero. Per combattere le frodi, i lavoratori devono ora essere coperti dalla sicurezza sociale nel loro paese di origine per almeno tre mesi prima di essere distaccati all’estero. Dopo un distacco di 24 mesi, è necessario un periodo di pausa di due mesi prima di poter iniziare un altro distacco. I datori di lavoro devono notificare i distacchi preventivamente alle autorità, tranne che per viaggi di lavoro o incarichi di durata non superiore a tre giorni (escluso il settore delle costruzioni). Dubbi sui termini della notifica? I consulenti EURES offrono ai datori di lavoro orientamenti gratuiti sulle procedure di distacco e sugli obblighi in materia di sicurezza sociale.
Maggiore flessibilità per le persone in cerca di occupazione che si trasferiscono all’estero. Se sei disoccupato, ora hai più tempo per cercare lavoro in un altro paese dell’UE senza perdere il diritto all’indennità di disoccupazione. I consulenti EURES possono aiutarti a individuare queste opportunità e spiegarti come mantenere i tuoi diritti alle prestazioni sociali mentre cerchi lavoro all’estero.
Obblighi più chiari e più semplici per le imprese. Le imprese che operano in più Stati membri beneficiano di norme più chiare che definiscono quali leggi in materia di sicurezza sociale siano applicabili, riducendo così oneri amministrativi e confusione.
Migliore cooperazione tra le autorità nazionali. I paesi condividono le informazioni in modo più efficace, seguono procedure e tempistiche più chiare quando viene messa in dubbio la validità dei documenti e utilizzano nuovi strumenti per prevenire frodi, errori e abusi.
Se vivi o lavori all’estero, ricordati quanto segue:
- ogni Stato membro ha il diritto di definire le caratteristiche del proprio sistema di sicurezza sociale, ad esempio quali prestazioni offrire, come calcolarle e chi può beneficiarne;
- puoi essere coperto dal sistema previdenziale di un solo paese alla volta e versare i contributi solo in quel paese;
- se sei iscritto al sistema previdenziale di un determinato paese, hai gli stessi diritti e gli stessi doveri dei cittadini di quel paese;
- quando richiedi le prestazioni, vengono presi in considerazione anche i tuoi precedenti lavorativi e assicurativi maturati in altri paesi;
- se hai diritto a una pensione o ad altre prestazioni in denaro, in genere puoi percepirle anche se tu o la tua famiglia risiedete in un altro Stato membro.
Per poter beneficiare della sicurezza sociale, è necessario che il tuo lavoro sia regolarmente dichiarato. Scopri perché è importante sia per i lavoratori sia per le imprese.
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- Data di pubblicazione
- 18 giugno 2026
- Autori
- Autorità europea del lavoro | Direzione generale per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione
- Temi
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