
I mercati del lavoro europei stanno attraversando una serie di cambiamenti. Se da una parte la transizione digitale e quella verde stanno creando nuove opportunità, dall’altra il calo della popolazione in età lavorativa contribuisce a causare carenze di personale nei settori della sanità, delle TIC, dell’edilizia e dell’ospitalità.
In questo contesto difficile, i datori di lavoro potrebbero trascurare candidati validi concentrandosi eccessivamente sulle qualifiche formali. Nonostante siano sempre più preziose in un mercato del lavoro in continua evoluzione, le competenze applicabili a diversi ruoli e settori sono spesso più difficili da individuare (ad esempio, la capacità di risolvere problemi, la propensione al lavoro di squadra, l’alfabetizzazione digitale).
Per affrontare questa sfida l’UE sta promuovendo approcci all’occupazione basati sulle competenze, incoraggiando i datori di lavoro e i servizi pubblici per l’impiego (SPI) a concentrarsi maggiormente su ciò che le persone sono in grado di fare anziché sulle qualifiche che possiedono.
Il futuro dei servizi pubblici per l’impiego
Nei 27 Stati membri dell’UE, in Norvegia, in Islanda e nel Liechtenstein, gli SPI sono gli enti che mettono in contatto le persone in cerca di occupazione con i datori di lavoro. Contribuiscono a conciliare la domanda e l’offerta sul mercato del lavoro erogando servizi di informazione, di collocamento e di sostegno attivo. Il fatto che adottino approcci basati sulle competenze riveste un ruolo importante nell’ambito dei cambiamenti di cui sopra. Il ricorso a tali approcci può favorire la mobilità dei lavoratori tra i vari settori e contribuire a rendere le persone in cerca di occupazione più resilienti in un’economia europea in rapida evoluzione.
In che modo gli SPI possono quindi integrare i principi basati sulle competenze nelle loro attività quotidiane?
Un recente workshop tenutosi presso la rete europea di servizi pubblici per l’impiego ha concluso che:
- è fondamentale disporre di un linguaggio comune quando si parla di competenze. Le attuali differenze nel modo in cui le persone in cerca di occupazione, i datori di lavoro e gli SPI in tutta Europa descrivono le professioni e le competenze rendono più difficile mettere in relazione le persone con le opportunità disponibili;
- l’intervento umano è importante. L’IA dovrebbe integrare i consulenti degli SPI, non sostituirli;
- i datori di lavoro sono partner fondamentali. Collaborare con tali partner può aiutare a individuare le reali esigenze in termini di competenze e a perfezionare i percorsi di formazione e assunzione, al fine di rendere il mercato del lavoro dell’UE più competitivo;
- l’inclusione rimane centrale. Gli approcci basati sulle competenze dovrebbero tradursi in un vantaggio per tutte le persone in cerca di occupazione, comprese quelle scarsamente qualificate (o prive di qualifiche), i lavoratori meno giovani e i migranti.
I servizi pubblici per l’impiego stanno dando risultati
Gli SPI di tutta Europa stanno compiendo progressi in svariati ambiti:
- sono già diversi quelli che, per esempio in Belgio, Lussemburgo e Svezia, utilizzano sistemi assistiti dall’IA che si concentrano sulla corrispondenza delle competenze anziché delle occupazioni;
- sempre più spesso i servizi pubblici per l’impiego, ad esempio in Austria, responsabilizzano le persone in cerca di occupazione aiutandole a individuare le proprie competenze e a renderle visibili, anche quando non dispongono di qualifiche formali;
- stanno inoltre colmando le carenze di competenze tramite la riqualificazione e l’aggiornamento professionali. Mettendo a punto offerte di formazione mirate (Cechia, Estonia e Croazia), stanno incentivando lo sviluppo di competenze che rispondano alle esigenze del mercato del lavoro.
I metodi basati sulle competenze sono pertanto al centro del futuro degli SPI. Naturalmente c’è ancora molto da fare: allineare i sistemi nazionali e dell’UE, investire nelle infrastrutture digitali, formare il personale e creare legami più stretti con i datori di lavoro e gli istituti di istruzione. Tuttavia un futuro in cui siano riconosciute sia le competenze sia le qualifiche ha il potenziale per forgiare un mercato del lavoro più inclusivo e resiliente.
Le priorità fondamentali degli SPI sono in linea con la strategia di EURES per una mobilità dei lavoratori equa e trasparente per tutti. Leggi in che modo EURES sostiene le persone in cerca di occupazione con disabilità.
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- Data di pubblicazione
- 23 luglio 2026
- Autori
- Autorità europea del lavoro | Direzione generale per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione
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