
Non è un caso che i datori di lavoro richiedano la laurea. Dimostra impegno e costanza nel raggiungere un obiettivo a lungo termine, qualità che ogni azienda cerca nel proprio personale. Ma pretendere qualifiche formali per lavori che non sempre le richiedono si sta rivelando controproducente: circa il 23 % dei laureati nell’UE è sovraqualificato rispetto al lavoro che svolge, mentre persone capaci senza laurea vengono sistematicamente escluse.
La dura verità? Se insisti sulla laurea, ti trovi a competere per un candidato sovraqualificato, che probabilmente se ne andrà appena troverà un ruolo più adatto a lui, e intanto ignori un lavoratore competente e affidabile, scartato già in fase di candidatura.
Il divario di competenze digitali
Questo squilibrio è particolarmente grave nel settore digitale. L’Europa deve far fronte a una carenza di circa 5 milioni di specialisti nel settore delle TIC, un divario che si allarga man mano che l’economia si trasforma. Eppure molti annunci per ruoli di assistenza informatica, programmazione o analisi dei dati indicano ancora la laurea come requisito obbligatorio. In questo modo si trascura un vasto bacino di talenti: sviluppatori autodidatti, persone che hanno frequentato un corso intensivo e professionisti che hanno aggiornato le proprie competenze attraverso l’apprendimento non formale. Se selezioni in base ai titoli anziché alle capacità di programmazione o di risoluzione dei problemi, senza volerlo riduci la platea di candidati proprio nel settore in cui ne hai più bisogno. Se il candidato sa fare il lavoro, importa davvero come l’ha imparato?
Il vantaggio della formazione professionale
L’Europa vanta una solida tradizione nell’istruzione e formazione professionale, che prepara lavoratori altamente qualificati in settori che vanno dall’ingegneria alla sanità. Tuttavia, in molti paesi dell’UE si continua a privilegiare la laurea, e i datori di lavoro finiscono per trascurare questi esperti con competenze pratiche. Per attingere a questo bacino di talenti poco valorizzato, basta indicare nei tuoi annunci «è richiesta esperienza equivalente alla laurea» oppure «sono accettate qualifiche professionali». In questo modo fai sapere al mercato che per te la competenza conta più del prestigio dei titoli, e attiri candidati più diversificati e qualificati. Inoltre, chi proviene dalla formazione professionale ha spesso maturato un’esperienza pratica che nessuna laurea teorica può eguagliare.
Assumere in base alle competenze anziché ai titoli non serve solo a coprire i posti vacanti: aiuta anche a trattenere il personale. Le persone assunte per la loro effettiva capacità di svolgere il lavoro tendono a essere più motivate e a restare più a lungo. Gli annunci che puntano molto sui titoli di studio attirano spesso candidati che soddisfano tutti i requisiti sulla carta, mentre le assunzioni basate sulle competenze danno più peso alle reali capacità delle persone e alla loro adeguatezza al ruolo. Questo, a sua volta, può contribuire ad aumentare la soddisfazione sul lavoro, a migliorare il clima di squadra e a ridurre il ricambio del personale.
Come cambiare approccio
Da dove cominciare? Bastano alcune modifiche al tuo processo di selezione:
- Rivedi le descrizioni delle mansioni. Passa in rassegna le posizioni aperte. Per ogni riga che indica «laurea richiesta», chiediti: È davvero necessaria o la richiedi solo per abitudine? Sostituisci il requisito con competenze specifiche. Ad esempio, invece di «laurea triennale in informatica», richiedi «buona padronanza di Python».
- Ridefinisci il concetto di esperienza equivalente. Dai valore all’esperienza pratica, ai portafogli e alle certificazioni professionali.
- Non fermarti alla valutazione dei CV. Introduci prove su attività reali, esercizi pratici o colloqui strutturati per verificare competenze specifiche.
- Rivolgiti a EURES. I consulenti EURES possono aiutarti a ripensare la tua strategia di selezione mettendo al centro le competenze e ad ampliare la ricerca, così da trovare i lavoratori qualificati che ti servono per far crescere la tua impresa.
Scopri come i servizi pubblici per l’impiego in Europa aiutano le imprese ad adottare pratiche di selezione efficaci.
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- Data di pubblicazione
- 29 ottobre 2026
- Autori
- Autorità europea del lavoro | Direzione generale per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione
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