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EURES (EURopean Employment Services)

I salari minimi nell’UE per il 2026: cosa sono e perché sono importanti

L’UE ha pubblicato i primi dati sui salari minimi per il 2026. Ma cosa ci dicono di fatto questi dati sul tenore di vita reale?

  • Articolo
  • 5 marzo 2026
  • Autorità europea del lavoro, Direzione generale per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione
  • 4 min di lettura

Al 1º gennaio 2026 le retribuzioni minime nell’UE variavano da 620 EUR al mese in Bulgaria a 2 704 EUR al mese in Lussemburgo. Tali cifre mostrano che i lavoratori lussemburghesi guadagnano molto di più, ma non raccontano la storia completa.

Che cos’è il salario minimo e perché è fondamentale?

Si tratta dell’importo orario, giornaliero o mensile più basso che i datori di lavoro, in base alla legge, possono corrispondere ai propri dipendenti per il lavoro svolto. Tale importo è stabilito dalla legislazione o dai contratti collettivi di un paese e tutela i lavoratori da retribuzioni eccessivamente basse. Nell’UE, 22 dei 27 Stati membri dispongono di salari minimi nazionali. Fanno eccezione l’Austria, la Danimarca, la Finlandia, l’Italia e la Svezia, che consentono ai sindacati e ai datori di lavoro di concordare le retribuzioni.

In primo luogo, il salario minimo garantisce la sicurezza finanziaria; funge da rete di sicurezza fondamentale, consentendo che anche un lavoro di livello base garantisca una retribuzione sufficiente a coprire le spese essenziali come l’affitto, il cibo e i trasporti. Inoltre, impedisce che venga corrisposto un salario ingiustamente basso solo perché non si ha esperienza.

Le leggi sul salario minimo incoraggiano anche l’occupazione formale, rendendo meno interessante per le aziende assumere personale «in nero», ossia senza nessuna tutela né benefici per i lavoratori. Inoltre, grazie alle recenti norme dell’UE, i datori di lavoro devono ora includere i salari di partenza o le fasce di retribuzione negli annunci di lavoro, rendendo più facile confrontare le offerte e negoziare il salario.

Tuttavia non si tratta solo di una misura a favore dei lavoratori: una retribuzione equa aiuta anche i datori di lavoro: rende i dipendenti soddisfatti e, di conseguenza, più produttivi. Se i dipendenti sono contenti, sono meno propensi a cercare altri posti di lavoro, di conseguenza i datori di lavoro spendono meno per assunzioni e formazione. Un’azienda che versa retribuzioni eque ha anche un’immagine migliore, che contribuisce ad attrarre talenti, soprattutto tra i lavoratori più giovani che danno priorità ai datori di lavoro etici. Inoltre, quando i lavoratori guadagnano di più, spendono di più, stimolano le economie locali e aumentano la domanda di beni e servizi, a vantaggio delle imprese.

Salari minimi: in cifre

Oltre 1 500 EUR al mese:

  • Francia (1 823 EUR)
  • Belgio (2 112 EUR)
  • Paesi Bassi (2 295 EUR)
  • Germania (2 343 EUR)
  • Irlanda (2 391 EUR)
  • Lussemburgo (2 704 EUR)

Meno di 1 500 EUR al mese:

  • Bulgaria (620 EUR)
  • Lettonia (780 EUR)
  • Romania (795 EUR)
  • Ungheria (838 EUR)
  • Estonia (886 EUR)
  • Slovacchia (915 EUR)
  • Cechia (924 EUR)
  • Malta (994 EUR)

1 000-1 500 EUR al mese:

  • Grecia (1 027 EUR)
  • Croazia (1 050 EUR)
  • Portogallo (1 073 EUR)
  • Cipro (1 088 EUR)
  • Polonia (1 139 EUR)
  • Lituania (1 153 EUR)
  • Slovenia (1 278 EUR)
  • Spagna (1 381 EUR)

I salari non raccontano tutta la storia

Le ultime statistiche ufficiali dell’UE forniscono un’utile visione d’insieme, tuttavia non riflettono la portata effettiva del salario minimo nella vita quotidiana. Il costo della vita varia notevolmente all’interno dell’UE e i paesi con salari più elevati hanno spesso tasse, costi degli alloggi e dei servizi più elevati. I valori del potere d’acquisto si basano sul livello medio dei prezzi nell’UE non su quelli di un singolo paese, pertanto indicano come si colloca una retribuzione rispetto al costo complessivo della vita in Europa.

Ad esempio, sebbene il salario minimo in Polonia sia di 1 139 EUR, il suo potere d’acquisto è pari a circa 1 500 EUR, il che significa che in Polonia è possibile acquistare più o meno la stessa quantità di generi alimentari e altri beni di prima necessità che si potrebbero acquistare con 1 500 EUR in paesi con un costo della vita più elevato, come la Germania o la Francia. Ciò dimostra che un salario minimo più elevato non sempre si traduce in un maggiore potere d’acquisto a livello locale.

Vuoi avere un quadro più chiaro del tenore di vita in tutta Europa? Consulta la pagina «Condizioni di vita e di lavoro in Europa» per trovare orientamenti per paese su alloggio, assistenza sanitaria e altri aspetti pratici della vita quotidiana.

 

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