Se cercate lavoro in Svizzera prima di trasferirvi vi consigliamo di rivolgervi ai consulenti EURES del vostro Paese. Se vi trovate già in Svizzera, potete iscrivervi gratuitamente all’ufficio regionale di collocamento (URC) competente per il vostro luogo di domicilio.
In Svizzera la maggior parte delle offerte di lavoro è pubblicata su Internet. Esistono vari siti che permettono di effettuare una ricerca per settore (p. es. edilizia, gastronomia, sanità, informatica, ecc.). È anche possibile iscriversi presso un’agenzia di collocamento privata.
I servizi di tali agenzie sono solitamente gratuiti per i candidati alla ricerca di un impiego; se si stipula un contratto di lavoro, il datore di lavoro si assumerà il costo del servizio.
Molto spesso in Svizzera i posti vacanti sono pubblicati anche in inserti speciali allegati ai principali quotidiani. I più noti sono: «Emploi&Formation» (Le Temps, Ginevra), «Emploi» (24Heures, Losanna), «Stellefant» (Basler Zeitung), «Stellenmarkt» (Bund e Berner Zeitung), «Stellen-Anzeiger», «NZZ Executive» (Neue Zürcher Zeitung), «Alpha» (Tages-Anzeiger e SonntagsZeitung, Zurigo) e Corriere del Ticino (Ticino).
Link:
Titolo/nome | URL |
Impieghi in Svizzera | Persone in cerca d'impiego (job-room.ch) |
In Svizzera il fascicolo di candidatura comprende in genere una lettera di motivazione, un curriculum vitae (corredato di fotografia) e una copia dei diplomi e dei certificati di lavoro.
La lettera di motivazione ha lo scopo di invogliare il responsabile del personale a esaminare con maggiore attenzione la vostra candidatura. Deve essere dattilografata e non deve superare una pagina A4. Spiegate perché siete interessati al posto o all’impresa ed elencate quali competenze ed esperienze apportereste all’impresa. Concludete la lettera proponendo un colloquio personale.
Il curriculum vitae non deve superare due pagine A4 e deve contenere le seguenti indicazioni (se possibile in forma tabellare): cognome e nome, indirizzo, numero di telefono, data di nascita, nazionalità, esperienze professionali, periodi di pratica durante la formazione, istruzione di base (scuole, studi, professione), conoscenze linguistiche, conoscenze informatiche, attitudini particolari, interessi personali (tempo libero, partecipazione ad associazioni ecc.). In Svizzera viene accordata grande importanza ai diplomi e ai certificati di lavoro: illustrate il vostro percorso professionale evitando possibilmente di lasciare delle lacune e indicate a quale titolo svizzero corrispondono i vostri diplomi.
Un altro modo per cercare lavoro è la candidatura spontanea, che consiste nel contattare un datore di lavoro senza sapere se esiste effettivamente un posto vacante. In tal caso, cercate di strutturare la vostra lettera di candidatura nel modo più concreto possibile. Alla lettera di candidatura occorre allegare soltanto il curriculum vitae. I certificati di lavoro e i diplomi dovranno essere forniti unicamente su richiesta o in occasione del colloquio di assunzione. Nelle candidature spontanee le lettere standard passano spesso inosservate.
Link:
Titolo/nome | URL |
Lavoro.Swiss – Persone in cerca d’impiego > Pubblicazioni - Candidatura | www.lavoro.swiss |
Definizione
- i contratti di tirocinio sono a tempo determinato e generalmente a breve termine.
- generalmente sì, anche se è basso, tranne nei casi in cui il tirocinio è principalmente nell'interesse del tirocinante, come per l'orientamento professionale o un breve tirocinio. In questi casi, la durata del tirocinio non retribuito sarà relativamente breve, vale a dire una o due settimane.
- diritti a ferie e assenze per malattia retribuite come per gli altri lavoratori, i tirocinanti hanno diritto alle ferie oltre che alle assenze per malattia retribuite (queste ultime si applicano solo a periodi di lavoro superiori a tre mesi, o ove sia stato stipulato un contratto per un periodo minimo di tre mesi).
- contributi sociali (AVS, AI, APG, AC) e LPP? i contributi sociali sono dovuti quando lo stipendio è superiore alle soglie definite dalla legge.
- e i giovani apprendisti? la legge contiene diverse regole che regolano rigorosamente, in particolare, l'orario di lavoro e le ferie.
A parte queste questioni, i tirocinanti sono considerati lavoratori "regolari" con gli stessi diritti e obblighi dei loro colleghi.
Ammissibilità
I lavoratori stranieri che esercitano un'attività lucrativa in Svizzera devono essere in possesso di un permesso di lavoro. Questo obbligo si applica anche ai tirocinanti. Nel caso dei cittadini dell'Unione Europea, le autorizzazioni per i tirocini sono concesse sulla base di un contratto di lavoro scritto.
Attuazione
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Condizioni di vita e di lavoro
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Dove trovare opportunità
https://www.sbfi.admin.ch/sbfi/it/home/formazione/cooperazione-internazionale-nella-formazione.html
Finanziamento e sostegno
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Dove pubblicizzare opportunità
La borsa svizzera dei posti di tirocinio pubblica i posti di tirocinio disponibili con inizio nel 2024, annunciati ai cantoni dalle aziende.
Link: Homepage - orientamento.ch
Finanziamento e sostegno
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Quadro giuridico
Il contratto di apprendistato è disciplinato dagli articoli da 344 a 346a del Codice delle obbligazioni (CO), unitamente alle disposizioni generali degli articoli 319 e seguenti del CO eventualmente applicabili. Deve essere rispettata anche la legge federale sulla formazione professionale e professionale (VPETA).
Descrizione degli schemi
Vuoi avere una panoramica del sistema di istruzione e formazione professionale ? Il sito web formazione professionale plus contiene una breve descrizione delle varie offerte insieme a collegamenti a informazioni più dettagliate.
www.ch.ch/it > Scuola e educazione
Ammissibilità
I cittadini stranieri che vengono a lavorare o studiare in Svizzera sono soggetti a vari requisiti, come avere un permesso di soggiorno, un visto per alcune nazionalità e così via. In Svizzera viene fatta una distinzione tra cittadini dell'UE / AELS e cittadini di paesi terzi. A seconda della professione designata (cioè professione regolamentata o non regolamentata) o del tipo di formazione da seguire in Svizzera, può rivelarsi utile, se non necessario, ottenere il riconoscimento ufficiale di qualifiche non svizzere. In Svizzera, le autorità autorizzate a riconoscere i titoli di studio variano a seconda del settore professionale e del livello di istruzione.
Condizioni di vita e di lavoro
Vuoi avere una panoramica del sistema di istruzione e formazione professionale (IFP)? Il sito web formazione professionale plus contiene una breve descrizione delle varie offerte insieme a collegamenti a informazioni più dettagliate.
Dove trovare opportunità
https://orientation.ch/Dyn/Show/2930
https://orientation.ch/Dyn/Show/1418
Finanziamento e sostegno
La libera circolazione delle merci è una delle pietre miliari del mercato unico europeo
L’eliminazione degli ostacoli nazionali alla libera circolazione delle merci all’interno dell’UE è uno dei principi sanciti dai trattati dell’UE. Da un approccio tradizionalmente protezionistico, i paesi dell’UE hanno poi continuamente revocato le restrizioni per formare un mercato «comune» o unico. Questo impegno inteso a realizzare uno spazio commerciale europeo senza frontiere ha portato alla creazione di maggiore ricchezza e nuovi posti di lavoro, oltre a consolidare l’UE quale attore commerciale globale a livello mondiale insieme agli Stati Uniti e al Giappone.
Nonostante l’impegno dell’Europa ad abbattere tutte le barriere commerciali interne, non tutti i settori dell’economia sono stati armonizzati. L’UE ha deciso di regolamentare a livello europeo i settori che potrebbero comportare un rischio più elevato per i cittadini europei, come i prodotti farmaceutici o i prodotti da costruzione. La maggior parte dei prodotti (considerati «a basso rischio») sono soggetti all’applicazione del cosiddetto principio del reciproco riconoscimento secondo il quale, in sostanza, ogni prodotto legalmente fabbricato o commercializzato in uno degli Stati membri può circolare liberamente ed essere immesso nel mercato interno dell’UE.
Limiti alla libera circolazione delle merci
Il trattato dell’UE conferisce agli Stati membri il diritto di fissare limiti alla libera circolazione delle merci quando esiste un interesse comune specifico, come la protezione dell’ambiente, la salute dei cittadini o l’ordine pubblico, per citarne alcuni. Ciò significa, ad esempio, che se considerano l’importazione di un prodotto un rischio potenziale per la salute pubblica, la moralità pubblica o l’ordine pubblico, le autorità nazionali di uno Stato membro possono impedirne o limitarne l’accesso al proprio mercato. Esempi di tali prodotti sono gli alimenti geneticamente modificati o talune bevande energetiche.
Sebbene in genere non vi siano limitazioni per l’acquisto di beni in un altro Stato membro, purché siano destinati all’uso personale, esiste una serie di restrizioni europee per categorie specifiche di prodotti, come l’alcol e il tabacco.
Libera circolazione dei capitali
Un’altra condizione essenziale per il funzionamento del mercato interno è la libera circolazione dei capitali. Si tratta di una delle quattro libertà fondamentali garantite dalla legislazione dell’UE e costituisce la base dell’integrazione dei mercati finanziari europei. I cittadini europei possono ora gestire e investire il loro denaro in qualsiasi Stato membro dell’UE.
La liberalizzazione dei mercati dei capitali ha segnato un punto cruciale nel processo di integrazione economica e monetaria nell’UE. È stato il primo passo verso la creazione dell’Unione economica e monetaria europea e della moneta comune: l’euro.
Vantaggi
Il principio della libera circolazione dei capitali non solo aumenta l’efficienza dei mercati finanziari all’interno dell’Unione, ma comporta anche una serie di vantaggi per i cittadini dell’UE. Le persone fisiche possono effettuare un gran numero di operazioni finanziarie all’interno dell’UE senza restrizioni di rilievo. Ad esempio, con alcune restrizioni, le persone possono
- aprire facilmente un conto corrente bancario;
- acquistare azioni;
- investire o
- acquistare beni immobili
in un altro Stato membro. Le imprese dell’UE possono investire in altre imprese europee, esserne titolari e gestirle.
Eccezioni
Alcune eccezioni a tale principio si applicano sia all’interno degli Stati membri sia con i paesi terzi e riguardano principalmente la fiscalità, la vigilanza prudenziale, le considerazioni di politica pubblica, il riciclaggio di denaro e le sanzioni finanziarie concordate nell’ambito della politica estera e di sicurezza comune dell’UE.
La Commissione europea continua a lavorare al completamento del libero mercato dei servizi finanziari, attuando nuove strategie di integrazione finanziaria al fine di rendere ancora più facile per i cittadini e le imprese gestire il proprio denaro all’interno dell’UE.
In Svizzera ci sono principalmente due modi per cercare un alloggio: consultare regolarmente gli annunci immobiliari pubblicati su Internet o nei giornali locali e regionali, oppure contattare le agenzie immobiliari attive nella regione in cui ci si vuole stabilire (cfr. collegamenti).
L’offerta immobiliare sul mercato svizzero è più o meno limitata a seconda della regione, per cui a volte è molto difficile trovare un alloggio, soprattutto in città. Vi consigliamo quindi di iniziare quanto prima le vostre ricerche. Non va dimenticato che in Svizzera gli affitti sono elevati rispetto a quelli praticati in altri Paesi europei. A lungo termine la locazione è una soluzione alquanto costosa. In alternativa, i cittadini dell’UE hanno la possibilità di acquistare un appartamento o una casa. Tuttavia, anche questa soluzione è piuttosto costosa. Per ottenere il prestito necessario all’acquisto bisogna però disporre del 20% almeno di fondi propri. Per cercare un’abitazione di proprietà si può ricorrere agli stessi canali utilizzati per gli alloggi in affitto (siti web, quotidiani, agenzie).
Vi raccomandiamo inoltre di leggere il capitolo «Alloggio», in cui sono riportate molte informazioni pratiche sulle condizioni di affitto e di acquisto, sul contratto di affitto, sulla cauzione da versare ecc.
Link:
Titolo/nome | URL |
Portalo Svizzera - locazione | https://www.ch.ch/it/locazione |
Se cercate una scuola per vostro figlio (livello prescolastico, primario o secondario inferiore) vi raccomandiamo di contattare direttamente il vostro Comune di domicilio o la scuola interessata. Se vi rivolgete direttamente all’istituto portate con voi, se possibile, un permesso di soggiorno e un attestato di assicurazione malattia per vostro figlio. Se quest’ultimo non parla la lingua del Cantone in cui risiedete, vi consigliamo di iscriverlo in una classe d’integrazione, in modo che possa migliorare le proprie conoscenze linguistiche prima di essere integrato nel normale ciclo scolastico (maggiori delucidazioni sono reperibili sulla piattaforma svizzera d’informazione sull’educazione EDUCA).
Per quanto riguarda gli studi superiori (università), troverete molte informazioni utili sul sito di swissuniversities, l’organo comune responsabile della politica universitaria. I criteri di ammissione alle formazioni di livello terziario in Svizzera sono molto severi e gli studi universitari sono generalmente molto costosi. In alcuni casi è possibile chiedere una borsa di studio. A tal fine, dovete rivolgervi alla Commissione federale delle borse di studio per gli studenti stranieri. Avete inoltre la possibilità di iscrivere vostro figlio a una scuola internazionale o a una scuola privata. Nel primo caso, vi invitiamo a rivolgervi alla rappresentanza diplomatica del vostro Paese d’origine in Svizzera. Nel secondo caso, vi consigliamo di consultare il sito della Federazione svizzera delle scuole private.
Link:
Titolo/nome | URL |
Swissuniversities | https://www.swissuniversities.ch/it |
Borse di studio per studenti stranieri | https://www.dfae.admin.ch/countries/italy/it/home/servizi/borse-di-stud… |
L’applicazione del principio della libera circolazione delle persone, che costituisce una delle pietre miliari della fondazione dell’Europa, ha comportato l’introduzione di una serie di norme pratiche per assicurare che i cittadini possano viaggiare liberamente e facilmente in qualsiasi Stato membro dell’UE. Viaggiare in tutta l’UE con la propria automobile è diventato molto meno problematico. La Commissione europea ha stabilito una serie di regolamenti comuni che disciplinano il riconoscimento reciproco delle patenti di guida, la validità dell’assicurazione auto e la possibilità di immatricolare l’automobile in un paese ospitante.
La patente di guida nell’UE
L’UE ha introdotto un modello armonizzato di patente di guida e ulteriori requisiti minimi per ottenerla. L’obiettivo è di garantire una guida sicura sulle strade europee, indipendentemente dal paese in cui la patente è stata rilasciata.
Dal 19 gennaio 2013 tutte le patenti di guida rilasciate dai paesi dell’UE hanno lo stesso aspetto e stile. Le patenti sono stampate su una tesserina di plastica avente le dimensioni e la forma di una carta di credito.
Sono stati introdotti periodi armonizzati di validità amministrativa per la patente di guida compresi tra i 10 e i 15 anni per i motocicli e le autovetture. Le autorità potranno in tal modo aggiornare periodicamente la patente dotandola di nuove misure di sicurezza per impedirne la contraffazione o manomissione e l’uso illecito da parte di conducenti non autorizzati nel proprio paese e nei vari paesi dell’UE.
La nuova patente di guida europea protegge anche gli utenti vulnerabili della strada introducendo un accesso graduale per le motociclette e gli altri veicoli a motore a due ruote. Per «accesso graduale» s’intende che prima di poter passare a veicoli più potenti occorre aver maturato un’esperienza con motocicli di cilindrata inferiore. I ciclomotori costituiscono una categoria a parte denominata «AM».
La patente va richiesta nel paese in cui si vive abitualmente o regolarmente. In generale, si tratta del paese in cui si abita per almeno 185 giorni all’anno per motivi personali o professionali.
Per chi ha legami personali/professionali in due o più paesi dell’UE, il luogo di residenza abituale sarà quello in cui si hanno legami personali, a condizione che vi si faccia ritorno regolarmente. Non occorre soddisfare quest’ultima condizione se si vive in un paese dell’UE per svolgere un lavoro per un periodo di tempo determinato.
Per chi si trasferisce in un altro paese dell’UE per studiare all’università, il luogo di residenza abituale non cambia. Tuttavia è possibile richiedere la patente nel paese ospitante dimostrando un soggiorno per motivi di studio durante almeno sei mesi.
Immatricolazione dell’automobile nel paese ospitante
Per chi si trasferisce in via permanente in un altro paese dell’UE portando con sé la propria automobile, è necessario immatricolarla e pagare le tasse automobilistiche nel nuovo paese.
Non esistono norme comuni dell’UE in materia di immatricolazione dei veicoli e relative tasse. Alcuni paesi prevedono norme di esenzione fiscale per l’immatricolazione dei veicoli quando i proprietari si trasferiscono in modo permanente da un paese all’altro.
Per beneficiare di un’esenzione in tal senso, occorre verificare le scadenze e le condizioni applicabili nel paese di destinazione.
Rivolgersi alle autorità nazionali per verificare le norme e le scadenze esatte: https://europa.eu/youreurope/citizens/vehicles/registration/registration-abroad/index_it.htm.
Assicurazione auto
I cittadini dell’UE possono assicurare la propria automobile in qualsiasi paese dell’Unione, purché la compagnia di assicurazione scelta sia autorizzata dall’autorità nazionale ospitante a rilasciare le polizze assicurative pertinenti. Una compagnia con sede in un altro Stato membro ha il diritto di vendere una polizza di responsabilità civile obbligatoria solo se sono soddisfatte determinate condizioni. L’assicurazione sarà valida in tutta l’Unione, indipendentemente dal luogo in cui si è verificato l’incidente.
Fiscalità
L’imposta sul valore aggiunto (IVA) sui veicoli a motore è in genere versata nel paese in cui è stato acquistato il veicolo, anche se, a determinate condizioni, l’IVA viene pagata nel paese di destinazione.
Maggiori informazioni sulle norme che si applicano quando un veicolo è acquistato in uno Stato membro dell’UE e destinato a essere immatricolato in un altro sono disponibili al seguente indirizzo: https://europa.eu/youreurope/citizens/vehicles/registration/taxes-abroad/index_it.htm.
Il rilascio dei permessi incombe ai Cantoni. Se desiderate informazioni circostanziate sulle formalità amministrative relative al rilascio dei permessi (luogo di deposito della domanda, moduli da compilare, durata della procedura ecc.), favorite rivolgervi alle competenti autorità cantonali
In virtù della clausola di salvaguardia, i cittadini croati che desiderano iniziare un’attività lucrativa in Svizzera a partire dal 1° gennaio 2023 abbisognano di un permesso di soggiorno soggetto a contingente. Questa clausola di salvaguardia si applica fino al 31 dicembre 2024.
Troverete tutti i documenti importanti per nazionalità al seguente link:
Link:
Titolo/nome | URL |
Segreteria di Stato della migrazione SEM Autorità cantonali della migrazione e preposte al mercato del lavoro | https://www.sem.admin.ch/sem/it/home/themen/fza_schweiz-eu-efta/eu-efta_buerger_schweiz.html Autorità cantonali della migrazione e preposte al mercato del lavoro (admin.ch) |
Decidere di lasciare il proprio Paese per andare a vivere e lavorare all’estero non è cosa da poco. Quando ci si trasferisce all’estero non ci si può permettere di improvvisare. Eccovi alcuni consigli pratici che vi aiuteranno nella decisione e nella pianificazione del trasferimento.
I due elementi principali cui prestare attenzione quando si cambia Paese sono la ricerca di un impiego e di un alloggio. Ritrovarsi in un altro Paese senza un lavoro e senza un alloggio non è affatto facile. Vi consigliamo pertanto di fare tutto il possibile per trovare sia l’uno che l’altro prima di trasferirvi definitivamente in Svizzera. A tal fine potrebbe essere utile prevedere dapprima un soggiorno nel nostro Paese per preparare al meglio il trasferimento. Per la ricerca di un impiego e di un alloggio rinviamo alle indicazioni pratiche fornite nelle relative sezioni.
Dopo aver trovato un lavoro e un alloggio dovete pensare alle varie formalità, ad esempio il trasloco, il passaggio in dogana e la notifica di partenza. Per quanto riguarda il trasloco, ad esempio, vi consigliamo di rivolgervi a una ditta specializzata in traslochi internazionali, il che risulterà probabilmente molto costoso (paragonate i prezzi tra le varie ditte concorrenti) ma vi risparmierà possibili grattacapi. Alcune imprese si occupano infatti anche delle formalità doganali. Se decidete di organizzare personalmente il trasloco, vi consigliamo di contattare in anticipo tutti i posti doganali che attraverserete in modo da guadagnare tempo prezioso.
Per quanto riguarda l’importazione del vostro veicolo oppure di animali e piante, vi invitiamo a consultare le relative sezioni. Dovrete inoltre informare dell’imminente trasloco la vostra banca e le autorità del vostro Paese (autorità fiscali, assicurazioni, controllo degli abitanti, ecc.).
Una volta giunti in Svizzera dovete notificare la vostra presenza presso le autorità competenti del Comune di arrivo entro 14 giorni. La notifica deve essere effettuata in ogni caso prima del primo giorno di lavoro. Dovete segnalare il vostro arrivo anche all’azienda elettrica, che fornisce acqua ed elettricità agli abitanti e stipulare un’assicurazione malattia entro tre mesi. Infine, avete un anno di tempo per sostituire la patente di guida con una patente svizzera presso l’ufficio della circolazione del vostro Cantone.
Link:
Titolo/nome | URL |
Segreteria di Stato della migrazione | https://www.sem.admin.ch/sem/it/home/themen/fza_schweiz-eu-efta.html |
Qualità del lavoro e dell’occupazione: una questione fondamentale dal forte impatto economico e umanitario
Le buone condizioni di lavoro sono importanti per il benessere dei lavoratori europei. Contribuiscono
- al benessere fisico e psicologico degli europei e
- contribuiscono ai risultati economici dell’UE.
Da un punto di vista umanitario, la qualità dell’ambiente di lavoro influisce enormemente sulla soddisfazione generale della vita professionale e privata dei lavoratori europei.
Da un punto di vista economico, le condizioni di lavoro di elevata qualità costituiscono un motore della crescita economica e una base per la posizione competitiva dell’UE. Un alto grado di soddisfazione professionale è un fattore importante affinché l’economia dell’UE sia altamente produttiva.
È pertanto fondamentale per l’Unione incentivare la creazione e il mantenimento di un ambiente di lavoro sostenibile e piacevole, che promuova la salute e il benessere dei lavoratori europei e crei un buon equilibrio tra orario di lavoro e ore non lavorative.
Migliorare le condizioni di lavoro in Europa: un obiettivo importante per l’UE
Garantire condizioni di lavoro favorevoli ai cittadini europei è una priorità per l’UE. L’Unione sta pertanto collaborando con i governi nazionali per assicurare un ambiente di lavoro piacevole e sicuro. Il sostegno agli Stati membri è dato mediante:
- lo scambio di esperienze tra paesi diversi e azioni comuni;
- la definizione di prescrizioni minime in materia di condizioni di lavoro e di salute e sicurezza sul lavoro, da applicare in tutta l’UE.
Criteri relativi alla qualità del lavoro e dell’occupazione
Al fine di conseguire condizioni di lavoro sostenibili, è importante determinare le principali caratteristiche di un ambiente di lavoro favorevole e pertanto i criteri relativi alla qualità delle condizioni di lavoro.
La Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) con sede a Dublino è un’agenzia dell’UE che, come suggerisce il nome, fornisce informazioni, consulenza e competenze sulle condizioni di vita e di lavoro. L’agenzia ha stabilito diversi criteri relativi alla qualità del lavoro e dell’occupazione, tra cui:
- salute e benessere sul luogo di lavoro: si tratta di un criterio fondamentale, in quanto buone condizioni di lavoro presuppongono la prevenzione di problemi di salute sul luogo di lavoro, la riduzione dell’esposizione ai rischi e il miglioramento dell’organizzazione del lavoro;
- conciliazione tra attività lavorativa e vita privata: ai cittadini dovrebbe essere data la possibilità di trovare un equilibrio tra il tempo trascorso al lavoro e il tempo libero;
- sviluppo delle competenze: un lavoro di qualità offre possibilità di formazione, miglioramento e carriera.
L’attività di Eurofound contribuisce alla pianificazione e alla progettazione di migliori condizioni di vita e di lavoro in Europa.
Salute e sicurezza sul lavoro
La Commissione europea ha intrapreso un’ampia gamma di attività per promuovere un ambiente di lavoro sano negli Stati membri dell’UE. Tra l’altro, ha definito una strategia dell’UE per la salute e la sicurezza sul lavoro per il periodo 2021-2027 con l’aiuto delle autorità nazionali, delle parti sociali e delle ONG. Affronta le mutevoli esigenze di protezione dei lavoratori indotte dalle transizioni digitale e verde, dalle nuove forme di lavoro e dalla pandemia di COVID-19. Allo stesso tempo, il quadro continuerà ad affrontare i tradizionali rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro, quali i rischi di infortuni sul lavoro o di esposizione a sostanze chimiche pericolose.
La politica dell’Unione in materia di salute e sicurezza sul lavoro mira a un miglioramento duraturo del benessere dei lavoratori dell’UE e tiene conto delle dimensioni fisica, morale e sociale delle condizioni di lavoro nonché delle nuove sfide poste dall’allargamento dell’UE ai paesi dell’Europa centrale e orientale. L’introduzione di norme dell’UE in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro ha contribuito notevolmente al miglioramento della situazione dei lavoratori in questi paesi.
Migliorare le condizioni di lavoro fissando requisiti minimi comuni a tutti i paesi dell’UE
Il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro negli Stati membri dell’UE dipende in larga misura dalla definizione di norme comuni sul lavoro. Le leggi e i regolamenti dell’UE in materia di lavoro hanno stabilito i requisiti minimi per un ambiente di lavoro sostenibile e sono ora applicati in tutti gli Stati membri. Il miglioramento di tali norme ha rafforzato i diritti dei lavoratori ed è uno dei principali risultati della politica sociale dell’UE.
L’importanza della trasparenza e del riconoscimento reciproco dei diplomi: un’integrazione essenziale alla libera circolazione dei lavoratori
La possibilità di ottenere il riconoscimento delle proprie qualifiche e competenze può essere determinante nella decisione di iniziare a lavorare in un altro paese dell’UE. È pertanto necessario sviluppare un sistema europeo che garantisca la reciproca accettazione delle competenze professionali nei diversi Stati membri. Solo un tale sistema assicurerà che il mancato riconoscimento delle qualifiche professionali non diventi un ostacolo alla mobilità dei lavoratori all’interno dell’UE.
Principi fondamentali per il riconoscimento delle qualifiche professionali nell’UE
Come principio fondamentale, qualsiasi cittadino dell’UE dovrebbe poter esercitare liberamente la propria professione in qualsiasi Stato membro. Purtroppo l’attuazione pratica di questo principio è spesso ostacolata dai requisiti nazionali per l’accesso a determinate professioni nel paese ospitante.
Al fine di superare queste differenze, l’UE ha istituito un sistema di riconoscimento delle qualifiche professionali, nell’ambito del quale si opera una distinzione tra professioni regolamentate (per le quali sono richieste determinate qualifiche per legge) e quelle che giuridicamente non lo sono nello Stato membro ospitante.
Progressi verso la trasparenza delle qualifiche in Europa
L’UE ha compiuto passi importanti verso l’obiettivo della trasparenza delle qualifiche in Europa:
- una maggiore cooperazione in materia di istruzione e formazione professionale, con l’intenzione di combinare tutti gli strumenti per la trasparenza dei certificati e dei diplomi, in un unico strumento di facile utilizzo. Ciò comprende, ad esempio, il CV europeo o le formazioni Europass;
- lo sviluppo di azioni concrete nel campo del riconoscimento e della qualità dell’istruzione e formazione professionale.
Superare le differenze tra i sistemi di istruzione e formazione nell’UE
I sistemi di istruzione e formazione negli Stati membri dell’UE presentano ancora differenze sostanziali. Gli ultimi allargamenti dell’UE, con tradizioni pedagogiche diverse, hanno ulteriormente accentuato tale diversità, ragion per cui è necessario stabilire norme comuni volte ad assicurare il riconoscimento delle competenze.
Al fine di ovviare a questa diversità di standard nazionali in materia di qualifiche, metodi pedagogici e strutture di formazione, la Commissione europea ha proposto una serie di strumenti intesi a garantire una maggiore trasparenza e un miglior riconoscimento delle qualifiche a fini accademici e professionali.
Il quadro europeo delle qualifiche è una priorità fondamentale per la Commissione europea nel processo di riconoscimento delle competenze professionali e persegue l’obiettivo principale di creare collegamenti tra i diversi sistemi nazionali di qualifica e garantire un agevole trasferimento e riconoscimento dei diplomi.
Nel 1984, su iniziativa della Commissione europea, è stata istituita una rete di centri nazionali di informazione sul riconoscimento accademico (NARIC) che offrono consulenza sul riconoscimento accademico dei periodi di studio all’estero. Dislocati in tutti gli Stati membri dell’UE e nei paesi dello Spazio economico europeo, i NARIC svolgono un ruolo fondamentale nel processo di riconoscimento delle qualifiche nell’UE.
Il sistema europeo di accumulazione e trasferimento dei crediti (ECTS) è destinato a favorire il riconoscimento dei periodi di studio all’estero. Introdotto nel 1989, funziona descrivendo un programma di istruzione e attribuendo crediti alle sue componenti. Si tratta di un complemento fondamentale dell’apprezzato programma di mobilità studentesca Erasmus.
Europass è uno strumento inteso a garantire la trasparenza delle competenze professionali. È composto da cinque documenti standardizzati
- un CV (curriculum vitae),
- un editor di lettere di accompagnamento,
- supplementi al certificato,
- supplementi al diploma, e
- un documento Europass-Mobility.
Il sistema Europass rende le competenze e le qualifiche chiare e facilmente comprensibili nelle diverse parti d’Europa. In tutti i paesi dell’UE e dello Spazio economico europeo sono stati istituiti centri nazionali Europass quali punti di contatto principali per le persone che cercano informazioni sul sistema Europass.
In Svizzera, l’età legale minima per lavorare è fissata a 15 anni. In alcuni casi eccezionali (lavori di fattorino, lavori leggeri, manifestazioni culturali, artistiche e sportive, pubblicità) è tuttavia possibile occupare giovani a partire dai 13 anni.
In Svizzera vi sono vari tipi di contratto di lavoro. In primo luogo il contratto individuale di lavoro, con cui il lavoratore s’impegna a fornire una prestazione al datore di lavoro in cambio di una remunerazione. Il contratto individuale di lavoro implica diversi diritti e doveri: obbligo per il lavoratore di fornire il lavoro previsto, obbligo per il datore di lavoro di corrispondere la remunerazione e versare i contributi alle assicurazioni sociali, diritto alle ferie pagate e così via.
Un altro tipo di contratto di lavoro molto comune è il contratto collettivo di lavoro (CCL), che scaturisce dalle trattative tra i sindacati e i datori di lavoro. Il CCL contiene disposizioni relative alla stipulazione, al contenuto e alla cessazione dei contratti individuali di lavoro, ai diritti e agli obblighi delle parti contraenti nonché alle modalità di applicazione e al controllo del contratto collettivo. Per alcuni tipi di professione, inoltre, le autorità possono istituire un contratto normale di lavoro (CNL). Il lavoro a tempo parziale e il lavoro a domicilio (telelavoro) possono essere disciplinati da tutte e tre le forme contrattuali.
Per quanto riguarda il lavoro indipendente e il lavoro alla pari rinviamo alle relative sezioni.
La Svizzera non dispone di una regolamentazione specifica per i lavoratori stagionali. Non esiste una definizione di lavoro stagionale; le norme abituali (diritto del lavoro, contratti collettivi di lavoro, ecc.) che disciplinano il contratto di lavoro si applicano anche a persone con contratti a breve termine.
I cittadini degli Stati membri dell’UE/AELS non necessitano di un permesso di soggiorno per lavorare presso un’azienda in Svizzera per un periodo di massimo tre mesi per anno civile. Un tale rapporto di lavoro richiede tuttavia la notifica elettronica dei soggiorni di breve durata. Un modulo di notifica online deve essere presentato al più tardi il giorno che precede l’inizio dell’attività lavorativa.
Link:
Titolo/nome | URL |
Segreteria di Stato dell’economia - Lavoro | https://www.seco.admin.ch/seco/it/home/Arbeit/Arbeitsbedingungen.html |
Dal punto di vista legale non è prevista una particolare forma per il contratto di lavoro.
In linea di massima può essere stipulato anche oralmente, ma si raccomanda di farlo per iscritto. La forma scritta può essere prevista in un contratto collettivo di lavoro (CCL) mentre per alcuni tipi di contratto è prescritta dalla legge (p. es. contratto di tirocinio o contratto di lavoro nell’ambito della fornitura di personale a prestito).
Se un contratto di lavoro è stato stipulato per una durata indeterminata o per una durata superiore a un mese, il datore di lavoro è tenuto, entro un mese dall’inizio del rapporto di lavoro, a informare per iscritto il lavoratore sui principali elementi contrattuali (nome delle parti contraenti, inizio del rapporto di lavoro, funzione del lavoratore, salario ed eventuali supplementi, durata del lavoro settimanale). Questo obbligo del datore di lavoro assume un’importanza particolare se i rapporti di lavoro non sono disciplinati mediante un contratto scritto.
Il contratto di lavoro deve menzionare almeno il nome del datore di lavoro e del lavoratore, la data di inizio del contratto, il lavoro da fornire e il salario da versare in contropartita. Gli altri elementi importanti di un contratto di lavoro sono il periodo di prova, che non deve superare i tre mesi, e il termine di disdetta (cfr. rubrica «Termine del rapporto di lavoro»). Inoltre, il contratto di lavoro non deve prevedere mansioni immorali o illegali.
Come avviene per tutti i contratti è possibile modificare elementi essenziali di un contratto di lavoro già stipulato soltanto previo accordo delle parti. Se un datore di lavoro decide di modificare una clausola essenziale del contratto di lavoro (p. es. riduzione del salario), deve sottoporre tale modifica al lavoratore e accordargli un periodo di riflessione sufficiente. Se entro questo termine il lavoratore non solleva alcuna opposizione, il suo silenzio implica che non si oppone alla modifica.
Link:
Titolo/nome | URL |
Segreteria di Stato dell’economia - Diritti del lavoro | https://www.seco.admin.ch/seco/it/home/Arbeit/Personenfreizugigkeit_Arbeitsbeziehungen/Arbeitsrecht.html |
Come menzionato nella sezione «Tipi d’impiego», l’età minima legale per poter lavorare è di 15 anni. Nella pianificazione dell’orario di lavoro dei giovani occorre tenere conto della loro età, oltre che dell’inesperienza e degli obblighi scolastici. In linea di principio è vietato loro sia il lavoro notturno sia quello domenicale.
Per quanto riguarda le persone disabili, esistono ancora discriminazioni sul mercato del lavoro. Per ovviare a tale problema, la Svizzera ha varato una legge sui disabili che prevede varie misure per favorirne l’integrazione professionale (adeguamento dei posti di lavoro, aiuti finanziari all’integrazione ecc.). La principale assicurazione che si occupa dell’integrazione professionale delle persone disabili nel mondo del lavoro è l’assicurazione invalidità. Quest’ultima prevede misure sia per i lavoratori (orientamento professionale, reinserimento professionale, indennità giornaliere, copertura delle spese di viaggio, ecc.) sia per i datori di lavoro (assunzione dei costi per i mezzi ausiliari necessari sul posto di lavoro, misure edilizie, ecc.). Anche l’assicurazione infortuni può intervenire in quest’ambito. Esistono inoltre organizzazioni private che si impegnano per il reinserimento professionale dei disabili (cfr. link).
Link:
Titolo/nome | URL |
Procap per persone con handicap | https://www.procap.ch/it.html |
Segreteria di Stato dell’economia - Maternità - protezione delle lavoratrici | https://www.seco.admin.ch/seco/it/home/Arbeit/Arbeitsbedingungen/Arbeitnehmerschutz/Schwangere-und-Stillende.html |
In qualità di lavoratori autonomi avete il diritto, così come i lavoratori dipendenti, di stabilirvi e lavorare in Svizzera a condizione di esercitare l’attività sotto la vostra responsabilità e a vostro rischio. Il permesso di soggiorno viene rilasciato per una durata di cinque anni e comporta il diritto a una mobilità geografica e professionale illimitata.
I cittadini dell’UE/AELS che intendono esercitare un’attività professionale autonoma devono notificare la loro presenza al Comune di residenza oppure all’autorità cantonale preposta al mercato del lavoro o competente in materia di migrazione entro 14 giorni dall’arrivo e prima di iniziare l’attività. Inoltre devono chiedere il rilascio di un permesso di soggiorno per l’esercizio di un’attività professionale autonoma. A tal fine occorre presentare una carta d’identità valida (o un passaporto valido) nonché i documenti comprovanti l’adempimento dei requisiti per l’effettivo esercizio di un’attività indipendente (capitale iniziale, estratti conto bancari, eventuale iscrizione nel registro di commercio). Non possono iniziare la loro attività lucrativa indipendente prima d’aver ottenuto il permesso.
Il Consiglio federale ha attivato la clausola di salvaguardia con effetto al 1° gennaio 2023 per i cittadini croati. Di conseguenza, nei confronti dei cittadini croati sono reintrodotti contingenti per il rilascio di permessi di soggiorno di breve durata L UE/AELS e di permessi di dimora B UE/AELS. La misura interessa i cittadini croati in possesso di un contratto di lavoro di oltre quattro mesi che desiderano assumere un impiego in Svizzera e i cittadini croati che intendono svolgere un’attività lucrativa indipendente nel nostro Paese. Questa clausola di salvaguardia si applica fino al 31 dicembre 2024.
È utile sapere che a partire da un fatturato annuo di 100 000 CHF occorre pagare un’imposta sul valore aggiunto (IVA) pari all’8.1% (2024). Per quanto riguarda le assicurazioni sociali (assicurazione vecchiaia, assicurazione invalidità AI, indennità per perdita di guadagno IPG, assicurazione malattia), dovete provvedere personalmente e intraprendere le necessarie procedure. Esistono diverse organizzazioni che possono aiutarvi a stabilirvi in Svizzera per esercitare un’attività indipendente (cfr. Argomenti connessi).
Link:
Titolo/nome | URL |
Contributi AVS/AI/IPG dei lavoratori indipendenti | https://www.ahv-iv.ch/p/2.02.i |
Portale PMI della Segreteria di Stato dell’economia SECO | www.pmi.admin.ch |
Attualmente in Svizzera non esiste una retribuzione minima legale. Soltanto alcuni accordi collettivi prevedono disposizioni salariali vincolanti. Occorre sapere, tuttavia, che in Svizzera il livello delle retribuzioni è globalmente superiore a quello degli altri Paesi europei. Nel 2022, il salario mediano lordo ammontava a 6’788 CHF. Il livello dei salari varia però notevolmente in funzione del settore economico. Il calcolatore dei salari messo a disposizione dall’Unione sindacale svizzera (USS) vi permetterà di determinare, a seconda delle vostre qualifiche e della vostra età, i salari in uso nelle sette grandi regioni del Paese e in oltre 40 settori (cfr. Argomenti connessi).
In Svizzera le retribuzioni sono tuttora stabilite in base al principio dell’anzianità di servizio. Tuttavia, sia nel settore pubblico sia in quello privato i datori di lavoro ricorrono sempre più spesso al sistema del salario a rendimento. Si riscontrano tuttora delle differenze nelle retribuzioni delle donne che sono in media inferiori a quelle degli uomini, indipendentemente dal grado di qualifica.
In genere gli oneri sociali detratti direttamente dal vostro salario da parte del datore di lavoro sono meno elevati rispetto a quanto avviene nella maggior parte dei Paesi europei. A titolo di confronto, il salario netto (ossia il salario lordo meno i contributi sociali per la previdenza professionale, la disoccupazione, le assicurazioni, le imposte, ecc.) è quindi più elevato in Svizzera che in Europa. Tuttavia, non bisogna dimenticare che il costo della vita in Svizzera è più alto rispetto al resto dell’Europa. Complessivamente, gli oneri sociali trattenuti dal salario ammontano al 16% circa della retribuzione lorda.
I cittadini di nazionalità svizzera pagano le imposte sempre alla fine dell’anno, mentre per i lavoratori stranieri (senza permesso C UE/AELS) è prevista la detrazione mensile dell’imponibile dal salario da parte del datore di lavoro (imposta alla fonte). Il datore di lavoro versa questa tassa direttamente alle autorità fiscali svizzere. L’importo detratto varia da Cantone a Cantone.
Link:
Titolo/nome | URL |
Calcolatore dei salari | http://www.salario-uss.ch |
Calcolatore d’imposta | https://swisstaxcalculator.estv.admin.ch/#/calculator/income-wealth-tax |
La legge svizzera fissa la durata massima della settimana lavorativa a 45 ore per i lavoratori occupati nelle aziende industriali, il personale d’ufficio, gli impiegati tecnici e altri dipendenti, compreso il personale di vendita delle grandi aziende del commercio al dettaglio. Per tutti gli altri lavoratori, il limite è di 50 ore settimanali. Nel 2022 la durata media del lavoro nelle imprese svizzere era di 39 ore e 59 minuti settimanali (fonte: Ufficio federale di statistica).
In linea di principio, la pianificazione dell’orario di lavoro spetta al datore di lavoro. Quest’ultimo deve rispettare i criteri stabiliti dalla legge (riposo, pause, giorni festivi, riposo settimanale, divieto di lavorare la notte e la domenica, ecc.) e consultare i dipendenti prima di decidere gli orari, tenendo conto per quanto possibile delle loro esigenze personali. Per maggiori informazioni vi consigliamo di rivolgervi al vostro datore di lavoro o alle autorità competenti.
Le ore di lavoro straordinario che superano la durata convenuta del lavoro ma che non oltrepassano la durata massima della settimana lavorativa fissata dalla legge sul lavoro devono essere compensate con un supplemento salariale del 25 % o, previo consenso del lavoratore, con un congedo della stessa durata. Il datore di lavoro e il lavoratore possono tuttavia prevedere, mediante accordo scritto, una soluzione alternativa. Le ore di lavoro straordinario che superano la durata massima della settimana lavorativa di 45 o 50 ore sono disciplinate dalla legge sul lavoro e sono obbligatoriamente compensate con un supplemento salariale del 25 % o, previo consenso del lavoratore, con un congedo della stessa durata.
Il lavoro temporaneo effettuato di notte, la domenica e durante i giorni festivi dà diritto a una retribuzione speciale. Per il lavoro notturno regolare, la legge sul lavoro prevede ad esempio una compensazione in tempo di riposo del 10% obbligatoria per tutti i lavoratori e non convertibile in denaro (tranne in caso di cessazione del rapporto di lavoro).
Link:
Titolo/nome | URL |
Durata del lavoro in Svizzera | https://www.ch.ch/it/durata-del-lavoro |
Durata del lavoro e del riposo | https://www.seco.admin.ch/seco/it/home/Arbeit/Arbeitsbedingungen/Arbeitnehmerschutz/Arbeits-und-Ruhezeiten.html |
La durata minima annua delle vacanze prevista dalla legge è di quattro settimane per i lavoratori e gli apprendisti che hanno più di 20 anni e di cinque settimane per i lavoratori e gli apprendisti fino ai 20 anni compiuti. La durata minima può essere aumentata mediante accordi contrattuali. I contratti collettivi di lavoro prevedono spesso vacanze più lunghe, soprattutto per i lavoratori che hanno raggiunto un determinato numero di anni di servizio e/o una certa età. La durata delle vacanze può essere ridotta se i lavoratori non possono lavorare per un lungo periodo in seguito a malattia prolungata, congedo non pagato di lunga durata ecc. In genere, le vacanze devono essere accordate per l’anno di servizio in corso e comprendere almeno due settimane consecutive. Durante le vacanze, il lavoratore riceve il salario intero. Per tutta la durata del rapporto di lavoro le vacanze non possono essere compensate da prestazioni in denaro o altri vantaggi.
In Svizzera i giorni festivi legali sono i seguenti: Capodanno (1° gennaio), Ascensione, Festa nazionale (1° agosto) e Natale (25 dicembre). Tutti gli altri giorni festivi (Pasqua, Pentecoste, Corpus Domini ecc.) sono di competenza cantonale, per cui ogni Cantone è libero di accordarli o meno. Per avere una panoramica dei giorni festivi nei vari Cantoni svizzeri vi invitiamo a consultare gli argomenti connessi. Per quanto riguarda il congedo malattia, la maggior parte dei datori di lavoro richiede un certificato medico per qualsiasi assenza dovuta a malattia che si protrae per oltre tre giorni consecutivi. La legge precisa che il datore di lavoro è tenuto, per un periodo limitato, a versare il salario ai lavoratori che non possono lavorare in seguito a malattia. Tutte le madri che esercitano un’attività lucrativa hanno inoltre diritto a un congedo maternità pagato per una durata di 98 giorni (14 settimane) dopo il parto. Esse ricevono l’80% del salario sotto forma d’indennità giornaliera, ma al massimo 220 CHF al giorno (2024). Le disposizioni cantonali, i regolamenti del personale e i CCL sono applicabili se prevedono prestazioni più favorevoli.
Dal 1° gennaio 2021 i padri esercitanti un’attività lucrativa hanno diritto a due settimane di congedo di paternità (al massimo 14 indennità giornaliere) nel corso dei sei mesi successivi alla nascita del figlio. Per compensare la perdita di guadagno ricevono un’indennità pari all’80 per cento del reddito da lavoro medio soggetto all’AVS conseguito prima della nascita del figlio, fino a un importo massimo di 220 franchi al giorno (2024).
Infine, in Svizzera esistono vari tipi di congedi garantiti dalla legge o dai CCL; ad esempio il congedo giovanile: i dipendenti e gli apprendisti di età inferiore ai 30 anni che si dedicano al volontariato a favore dei giovani hanno diritto a 5 giorni di congedo supplementari all’anno.
I datori di lavoro sono inoltre tenuti ad accordare ai lavoratori i giorni di congedo usuali, ad esempio in caso di matrimonio, nascita di un figlio, decesso di un parente stretto o cambiamento di domicilio.
Link:
Titolo/nome | URL |
Tabella dei giorni festivi | http://www.feiertage-schweiz.ch |
Il contratto di lavoro a tempo determinato, la cui durata è stabilita dalle due parti contraenti (datori di lavoro e lavoratori), si conclude alla fine del periodo convenuto, senza che sia necessario dare una disdetta. Se il contratto è rinnovato tacitamente dopo la scadenza della durata pattuita è considerato a tempo indeterminato. Questo tipo di contratto, la cui durata non è stata stabilita, può essere disdetto da una delle due parti purché il termine di disdetta sia rispettato. La parte che presenta la disdetta deve motivare la sua decisione per iscritto se l’altra parte lo richiede. Inoltre, i datori di lavoro e i lavoratori possono convenire in ogni momento di porre fine al rapporto di lavoro. In questo caso si parla di risoluzione del rapporto di lavoro di comune intesa (contratto di annullamento).
Durante il periodo di prova il rapporto di lavoro può essere disdetto in ogni momento da entrambe le parti con un preavviso di sette giorni. Possono essere convenute deroghe mediante accordo scritto, contratto normale o CCL. Il periodo di prova non può comunque superare i tre mesi. Dopo il periodo di prova il rapporto lavorativo può essere disdetto entro la fine del mese, con un preavviso di un mese nel primo anno di servizio, di due mesi dal secondo al nono anno di servizio compreso e in seguito con un preavviso di tre mesi. Questi termini possono essere modificati mediante accordo scritto, contratto normale o contratto collettivo.
In caso di cessazione del rapporto di lavoro in seguito a pensionamento si applicano disposizioni particolari. L’età normale di pensionamento è di 65 anni. Raggiunta tale età si ha diritto a una rendita di vecchiaia (AVS). Il sistema di pensionamento flessibile permette di anticipare il pensionamento di 1 o 2 anni o addirittura di posticiparlo di 1-5 anni. Nel primo caso si riceve una rendita ridotta per l’intero periodo di pensionamento. Nel secondo caso, invece, la rendita sarà superiore. Assieme all’AVS (1° pilastro), la previdenza professionale (2° pilastro) deve garantire alle persone assicurate un reddito equivalente al 60% dell’ultimo salario assicurato. Attraverso la sottoscrizione di un’assicurazione sulla vita, di piani di risparmio o assicurazioni complementari è possibile stipulare, a titolo facoltativo, una previdenza individuale vincolata (3° pilastro).
Link:
Titolo/nome | URL |
Segreteria di Stato dell’economia - Diritti del lavoro | https://www.seco.admin.ch/seco/it/home/Arbeit/Personenfreizugigkeit_Arbeitsbeziehungen/Arbeitsrecht.html |
In Svizzera circa un quarto dei lavoratori è affiliato a un sindacato o a un’associazione analoga. Rispetto al resto dell’Europa occidentale la proporzione è piuttosto bassa. La maggior parte dei sindacati e delle organizzazioni professionali è riunita in una delle due associazioni mantello, ossia l’Unione sindacale svizzera (USS) e Travail.Suisse. L’importo dei contributi sindacali varia notevolmente in funzione della professione e del reddito dell’affiliato.
I sindacati difendono gli interessi dei lavoratori soprattutto per quanto concerne le condizioni di lavoro. Per migliorarle partecipano all’organizzazione dell’attività quotidiana delle imprese concludendo contratti collettivi di lavoro (CCL) e, se necessario, intervenendo direttamente sul posto di lavoro. I sindacati sono impegnati anche sul piano politico e sociale. Essi si battono, insieme a coloro che condividono le loro idee, per la giustizia sociale e per ottenere migliori condizioni di lavoro.
Esistono inoltre vari organismi federali, cantonali e comunali per la protezione dei lavoratori, come gli ispettorati cantonali del lavoro. Nelle imprese con almeno 50 dipendenti i lavoratori possono eleggere tra di loro uno o più rappresentanti con il compito di far valere i diritti di partecipazione dei lavoratori.
Link:
Titolo/nome | URL |
Unione sindacale svizzera | https://www.uss.ch/actualite |
Travail.Suisse | http://www.travailsuisse.ch/?lang=fr |
I conflitti derivanti dai rapporti individuali di lavoro sono di competenza dei tribunali civili cantonali, nella maggior parte dei casi i tribunali del lavoro. La composizione delle vertenze collettive varia da Cantone a Cantone. In tutti i Cantoni vi sono uffici di conciliazione per i conflitti collettivi di lavoro. Per le vertenze che si estendono oltre il territorio cantonale, la competenza spetta all’Ufficio federale di conciliazione. Quest’ultimo interviene unicamente su esplicita richiesta delle parti (datori di lavoro o associazioni padronali e sindacati) e soltanto se sono falliti i tentativi d’intesa mediante trattative dirette.
La liceità dello sciopero e della serrata è sancita nella Costituzione federale come espressione della libertà sindacale. Conformemente alla Costituzione, tuttavia, la legge può vietare lo sciopero a determinate categorie di persone. Lo sciopero e la serrata sono leciti soltanto se si riferiscono ai rapporti di lavoro e non contrastano con gli impegni di preservare la pace del lavoro o di condurre trattative di conciliazione e se rispettano il principio di proporzionalità. La partecipazione a uno sciopero conforme al diritto e la conseguente interruzione del lavoro non costituiscono un’inosservanza dell’obbligo contrattuale di lavorare. Viceversa, il datore di lavoro non è tenuto a remunerare la persona che sciopera per il periodo d’interruzione del lavoro.
Link:
Titolo/nome | URL |
Diritto di sciopero UNIA - Mondo del lavoro - Diritti sindacali - Diritto di sciopero | http://www.unia.ch |
L’espressione istruzione e formazione professionale si riferisce alle attività pratiche e ai corsi relativi a un’occupazione o a una professionalità specifica, finalizzati a preparare i partecipanti alla rispettiva carriera futura. La formazione professionale è uno strumento essenziale per ottenere il riconoscimento professionale e migliorare le possibilità di ottenere un impiego. È pertanto essenziale che i sistemi di formazione professionale in Europa rispondano alle esigenze dei cittadini e del mercato del lavoro al fine di facilitare l’accesso all’occupazione.
L’istruzione e la formazione professionale sono state un elemento essenziale della politica dell’UE sin dalla creazione della Comunità europea. Si tratta inoltre di un elemento cruciale della cosiddetta strategia di Lisbona dell’UE, che mira a trasformare l’Europa nella società basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo. Nel 2002 il Consiglio europeo ha ribadito questo ruolo fondamentale e stabilito un altro ambizioso obiettivo: rendere l’istruzione e la formazione europee rinomate a livello globale entro il 2010, sostenendo una serie di iniziative di portata mondiale e, in particolare, rafforzando la cooperazione nel settore della formazione professionale.
Il 24 novembre 2020 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato una raccomandazione relativa all’istruzione e formazione professionale (IFP) per la competitività sostenibile, l’equità sociale e la resilienza.
La raccomandazione definisce i principi fondamentali per garantire che l’istruzione e formazione professionale si adatti agilmente alle esigenze del mercato del lavoro e offra opportunità di apprendimento di qualità sia per i giovani sia per gli adulti.
Pone un forte accento sulla maggiore flessibilità dell’istruzione e formazione professionale, sul rafforzamento delle opportunità di apprendimento basato sul lavoro, sull’apprendistato e su una migliore garanzia della qualità.
Inoltre tale raccomandazione sostituisce la raccomandazione EQAVET e comprende un quadro europeo di riferimento per la garanzia della qualità dell’istruzione e della formazione professionale aggiornato con indicatori e descrittori della qualità. Abroga la precedente raccomandazione ECVET.
Per promuovere tali riforme, la Commissione sostiene i centri di eccellenza professionale (CoVE) che riuniscono partner locali per sviluppare «ecosistemi delle competenze», che contribuiranno allo sviluppo regionale, economico e sociale, all’innovazione e alle strategie di specializzazione intelligente.
Erasmus+ è il programma dell’UE a sostegno dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport in Europa.
Dispone di risorse finanziarie stimate a 26,2 miliardi di EUR, quasi il doppio rispetto al programma precedente (2014-2020).
Il programma 2021-2027 pone un forte accento sull’inclusione sociale, sulla transizione verde e digitale e sulla promozione della partecipazione dei giovani alla vita democratica.
Sostiene le priorità e le attività stabilite nello spazio europeo dell’istruzione, nel piano d’azione per l’istruzione digitale e nell’agenda per le competenze per l’Europa. Il programma
- sostiene inoltre il pilastro europeo dei diritti sociali,
- attua la strategia dell’UE per la gioventù 2019-2027,
- sviluppa la dimensione europea nello sport.
Chi può partecipare? Per saperne di più fare clicca qui.
Istruzione degli adulti e apprendimento permanente in Europa
L’apprendimento permanente è un processo che coinvolge tutte le forme di istruzione (formale, informale e non formale) e dura dal periodo prescolastico fino al pensionamento. Mira a consentire alle persone di acquisire e mantenere competenze essenziali lungo tutto l’arco della vita nonché ai cittadini di cambiare lavoro e spostarsi tra regioni e paesi in maniera libera. L’apprendimento lungo tutto l’arco della vita è anche un elemento centrale della summenzionata strategia di Lisbona, in quanto è fondamentale per l’autosviluppo e l’aumento della competitività e dell’occupabilità. L’UE ha adottato diversi strumenti per la promozione dell’istruzione degli adulti in Europa.
Uno spazio europeo dell’apprendimento permanente
Per fare dell’apprendimento permanente una realtà in Europa, la Commissione europea si è posta l’obiettivo di creare uno spazio europeo dell’apprendimento permanente. In tale contesto, la Commissione si concentra sull’individuazione delle esigenze sia dei discenti sia del mercato del lavoro, al fine di rendere l’istruzione più accessibile e, di conseguenza, creare partenariati tra le amministrazioni pubbliche, i fornitori di istruzione e la società civile.
Questa iniziativa dell’UE si basa sull’obiettivo di fornire competenze di base, rafforzando i servizi di consulenza e informazione a livello europeo e riconoscendo tutte le forme di apprendimento, comprese l’istruzione formale e la formazione informale e non formale.
Organizzazioni dell’UE promotrici dell’istruzione professionale in Europa
Con l’obiettivo di favorire la cooperazione e gli scambi nel settore della formazione professionale, l’UE ha istituito organismi specializzati nel settore della FORMAZIONE PROFESSIONALE.
Il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) è stato creato nel 1975 come agenzia specializzata dell’UE per la promozione e lo sviluppo dell’istruzione e della formazione professionale in Europa. Con sede a Salonicco (Grecia) svolge attività di ricerca e analisi in materia di formazione professionale e diffonde le proprie competenze a vari partner europei, quali istituti di ricerca, università o strutture di formazione collegati.
La Fondazione europea per la formazione è stata istituita nel 1995 e opera in stretta collaborazione con il Cedefop. La sua missione consiste nell’aiutare i paesi partner (non appartenenti all’UE) a modernizzare e sviluppare i loro sistemi di formazione professionale.
Qualità della vita: in cima all’agenda delle politiche sociali dell’UE
Condizioni di vita favorevoli dipendono da un’ampia gamma di fattori, quali servizi sanitari di qualità, opportunità di istruzione e formazione o buone infrastrutture di trasporto, per citare solo alcuni aspetti che incidono sulla vita quotidiana e sul lavoro dei cittadini. L’UE si è posta l’obiettivo di migliorare costantemente la qualità della vita in tutti i suoi Stati membri e di tenere conto delle nuove sfide dell’Europa contemporanea, quali l’esclusione sociale o l’invecchiamento della popolazione.
Occupazione in Europa
Migliorare le opportunità di lavoro in Europa è una priorità fondamentale per la Commissione europea. Nell’ottica di affrontare il problema della disoccupazione e di aumentare la mobilità tra posti di lavoro e tra regioni, è in corso di sviluppo e di attuazione un’ampia serie di iniziative a livello dell’UE a sostegno della strategia europea per l’occupazione. Tra queste figurano la rete europea di servizi per l’impiego (EURES) e la panoramica europea delle competenze.
Salute e assistenza sanitaria nell’Unione europea
La salute è un valore prezioso, in quanto influisce sulla vita quotidiana delle persone e costituisce pertanto una priorità importante per tutti gli europei. Un ambiente sano è essenziale per il nostro sviluppo individuale e professionale e i cittadini dell’UE sono sempre più esigenti per quanto riguarda la salute e sicurezza sul lavoro e la disponibilità di ottimi servizi sanitari. Quando viaggiano all’interno dell’UE richiedono un accesso rapido e agevole alle cure mediche. Le politiche sanitarie dell’UE mirano a rispondere a tali esigenze.
La Commissione europea ha sviluppato un approccio coordinato alla politica sanitaria, mettendo in pratica una serie di iniziative che integrano le azioni delle autorità pubbliche nazionali. Le azioni e gli obiettivi comuni dell’Unione sono inclusi nei programmi e nelle strategie dell’UE in materia di salute.
L’attuale programma «UE per la salute» (2021-2027) è l’ambiziosa risposta dell’UE alla pandemia di COVID-19, che ha avuto un forte impatto sul personale medico e sanitario, sui pazienti e sui sistemi sanitari in Europa. Il nuovo programma «UE per la salute» andrà oltre la risposta all’emergenza per affrontare la resilienza dei sistemi sanitari.
Il programma «UE per la salute», istituito dal regolamento (UE) 2021/522, erogherà finanziamenti a soggetti, organizzazioni sanitarie e ONG dei paesi dell’UE o dei paesi terzi associati al programma.
Con il programma «UE per la salute», l’UE investirà 5,3 miliardi di EUR a prezzi correnti in azioni con un valore aggiunto europeo, integrando le politiche degli Stati membri e perseguendo uno o più degli obiettivi del programma:
- miglioramento e promozione della salute nell’Unione
- prevenzione delle malattie e promozione della salute
- iniziative internazionali in materia di sanità e cooperazione
- lotta alle minacce sanitarie transfrontaliere
- prevenzione, preparazione e risposta alle minacce sanitarie transfrontaliere
- integrazione delle riserve nazionali di prodotti essenziali di rilevanza per le crisi
- costituzione di una riserva di personale medico, sanitario e di sostegno
- miglioramento di medicinali, dispositivi medici e prodotti di rilevanza per le crisi
- prezzi abbordabili per medicinali, dispositivi medici e prodotti di rilevanza per le crisi
- potenziamento dei sistemi sanitari, della loro resilienza e dell’uso efficiente delle risorse
- rafforzamento di dati sanitari, strumenti e servizi digitali, della trasformazione digitale dell’assistenza sanitaria
- miglior accesso all’assistenza sanitaria
- sviluppo e attuazione della legislazione dell’UE in materia di salute e di un processo decisionale basato su elementi concreti
- cooperazione integrata tra i sistemi sanitari nazionali
L’istruzione nell’UE
L’istruzione in Europa ha radici profonde e una grande diversità. Già nel 1976 i ministri dell’Istruzione avevano deciso di istituire una rete di informazione per comprendere meglio le politiche e i sistemi di istruzione nella Comunità europea all’epoca in cui era composta da nove nazioni. Ciò rifletteva il principio secondo cui il carattere particolare di un sistema di istruzione di uno Stato membro avrebbe dovuto essere pienamente rispettato, mentre si sarebbe dovuta migliorare l’interazione coordinata tra i sistemi di istruzione, formazione e occupazione. Eurydice, la rete d’informazione sull’istruzione in Europa, è stata formalmente avviata nel 1980.
Nel 1986, l’attenzione si è spostata dallo scambio di informazioni agli scambi di studenti con l’avvio del programma Erasmus, divenuto ora il programma Erasmus+, spesso menzionato come una delle iniziative di maggior successo dell’UE.
I trasporti nell’UE
I trasporti sono stati una delle prime politiche comuni della Comunità europea. Dal 1958, quando è entrato in vigore il trattato di Roma, la politica dei trasporti dell’UE si è concentrata sull’eliminazione degli ostacoli alle frontiere tra gli Stati membri, consentendo così alle persone e alle merci di circolare rapidamente, in modo efficiente ed economico.
Questo principio è strettamente connesso all’obiettivo centrale dell’UE di un’economia dinamica e di una società coesa. Il settore dei trasporti genera il 10 % della ricchezza dell’UE misurata in termini di prodotto interno lordo, pari a circa mille miliardi di EUR l’anno. Inoltre fornisce più di dieci milioni di posti di lavoro.
Lo spazio Schengen
La convenzione di Schengen, in vigore dal marzo 1995, ha abolito i controlli alle frontiere all’interno dell’area degli Stati firmatari e creato un’unica frontiera esterna, in cui i controlli devono essere effettuati secondo un corpus comune di norme.
Oggi lo spazio Schengen comprende la maggior parte dei paesi dell’UE, ad eccezione di Bulgaria, Croazia, Cipro, Irlanda e Romania. Tuttavia, la Bulgaria, la Croazia e la Romania stanno progredendo nel processo di adesione allo spazio Schengen e applicano già in larga misura l’acquis di Schengen. Inoltre, hanno aderito allo spazio Schengen anche gli Stati non appartenenti all’UE: Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein.
Trasporto aereo
La creazione di un mercato unico europeo del trasporto aereo ha comportato tariffe più basse e una scelta più ampia di vettori e servizi per i passeggeri. L’UE ha inoltre definito una serie di diritti per assicurare ai passeggeri aerei un trattamento corretto.
I passeggeri aerei hanno determinati diritti per quanto riguarda le informazioni in merito a voli e prenotazioni, danni ai bagagli, ritardi e annullamenti, negato imbarco, risarcimento in caso di incidenti o problemi con i pacchetti turistici. Questi diritti si applicano ai voli di linea e ai voli charter, nazionali e internazionali, in partenza da aeroporti dell’UE o diretti verso tali aeroporti in provenienza da aeroporti esterni all’UE, purché effettuati da una compagnia aerea dell’UE.
Negli ultimi 25 anni la Commissione si è molto attivata nel proporre la ristrutturazione del mercato europeo del trasporto ferroviario e nel rafforzare la posizione delle ferrovie rispetto ad altre modalità di trasporto. Gli sforzi della Commissione si sono concentrati su tre settori principali, tutti fondamentali per lo sviluppo di un’industria del trasporto ferroviario forte e competitiva:
- apertura del mercato del trasporto ferroviario alla concorrenza,
- miglioramento dell’interoperabilità e della sicurezza delle reti nazionali e
- sviluppo delle infrastrutture di trasporto ferroviario.
La Svizzera è uno Stato federativo e democratico che poggia su tre livelli istituzionali: la Confederazione, i Cantoni e i Comuni. La Confederazione è dotata di tre poteri: l’Esecutivo (Consiglio federale, costituito da sette membri eletti per quattro anni), il Legislativo (Assemblea federale, composta da due Camere aventi gli stessi diritti, ossia il Consiglio degli Stati con 46 deputati che rappresentano i Cantoni e il Consiglio nazionale con 200 deputati che rappresentano il popolo, eletti per 4 anni) e il Giudiziario (Tribunale federale). I Cantoni sono 26 e hanno lo statuto di Stati federali. Alla base dell’organizzazione politica svizzera vi sono infine i Comuni.
La Costituzione federale conferisce la sovranità, ossia il massimo potere politico, al popolo, il quale elegge il Parlamento. Quest’ultimo elegge a sua volta il Governo (Consiglio federale), che nomina i membri del Tribunale federale. I quattro principali partiti politici (tutti rappresentati nel Governo) sono i seguenti: Unione democratica di centro (UDC), Partito liberale-radicale (PLR), Partito socialista (PS) e Partito popolare democratico (PPD).
In Svizzera il potere giudiziario si esercita essenzialmente a due livelli, ossia quello federale (Tribunale federale) e quello cantonale (tribunali cantonali). A causa della struttura federalista le autorità giudiziarie sono organizzate in modo diverso da Cantone a Cantone; variano a seconda del Cantone anche le procedure nei singoli settori del diritto. Troverete ulteriori informazioni in merito e l’indirizzo di tutti i tribunali svizzeri negli Argomenti connessi.
Link:
Titolo/nome | URL |
Sistema politico svizzero | https://www.ch.ch/it/democrazia |
I redditi variano a seconda del settore, della formazione e del cantone. Le deduzioni sociali includono i contributi all’assicurazione vecchiaia e superstiti, all’assicurazione invalidità, all’assicurazione contro la disoccupazione, all’assicurazione per perdita di guadagno, alla previdenza professionale e così via. Non sono invece compresi i contributi all’assicurazione malattia obbligatoria. Questi ultimi non dipendono dal reddito ma variano in funzione dell’assicuratore, del luogo di residenza e della copertura assicurativa scelta.
In Svizzera, l’imposta sul reddito è percepita sia dalla Confederazione (imposta federale diretta) sia dai Cantoni e dai Comuni (imposta cantonale e imposta comunale). Ognuno dei 26 Cantoni svizzeri ha una propria legislazione fiscale, per cui gli oneri fiscali variano da un Cantone all’altro. In genere, i contribuenti devono compilare ogni anno una dichiarazione d’imposta.
In base a tale dichiarazione vengono stabiliti i fattori fiscali (reddito e patrimonio) e vengono determinate le imposte da pagare. Oltre all’imposta sul reddito, che per i cittadini dell’UE/AELS è prelevata in genere direttamente alla fonte, un altro importante prelievo fiscale è costituito dall’imposta sul valore aggiunto (IVA), il cui tasso è attualmente dell’8.1% (2024). L’IVA si applica alla maggior parte delle merci e delle prestazioni di servizi. Le altre imposte applicate in Svizzera sono l’imposta sul patrimonio, l’imposta sugli autoveicoli, il bollo autostradale e così via.
Link:
Titolo/nome | URL |
Calcolatore dei salari | http://www.salario-uss.ch |
Informazioni sulle imposte | Simulateur fiscal de l'AFC (admin.ch) |
Il costo della vita in Svizzera è tra i più elevati a livello mondiale.
Secondo l’Ufficio federale di statistica (UST) nel 2021 il reddito medio disponibile delle economie domestiche in Svizzera era pari a 6’706 CHF al mese.
Le principali voci che gravano sul bilancio sono le assicurazioni, come l’assicurazione malattia (6.7%), i contributi per l’assicurazione sociale AVS e per la cassa pensionistica (10.1%). L’alloggio e l’energia (14.4%), le imposte (12.4%), l’alimentazione (6.5%) e la ristorazione (3.5%), il divertimento, lo svago e la cultura (4%).
Fonte: Ufficio federale di statistica
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Ufficio federale di statistica | https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/home/statistiche/situazione-economica-sociale-popolazione/redditi-consumo-e-patrimonio/budget-delle-economie-domestiche.html |
In Svizzera il prezzo degli alloggi è elevato; poche persone possono permettersi di acquistare una proprietà e molti ricorrono quindi all’affitto. L’affitto per un alloggio con tutti i comfort moderni, dotato di una cucina (comprensiva di frigorifero e fornelli) e di un bagno e generalmente non ammobiliato varia da regione a regione. Negli ultimi anni i canoni di locazione hanno subito un forte rincaro. Solitamente l’affitto deve essere pagato all’inizio del mese. Le spese accessorie per il riscaldamento, la corrente elettrica, l’acqua calda, ecc. vengono calcolate separatamente.
Il contratto d’affitto deve contenere i seguenti elementi: nome del locatore e dell’inquilino, designazione e impiego dell’oggetto preso in affitto, durata dell’affitto (in genere indeterminata), canone e spese accessorie. Occorre depositare una cauzione soltanto se il contratto lo prevede esplicitamente. L’importo della cauzione (equivalente al massimo a tre mesi di affitto per un appartamento) è indicato nel contratto e deve essere depositato su un apposito conto, intestato all’inquilino. In genere, prima di consegnare un appartamento viene effettuato un sopralluogo in presenza del locatore o anche del precedente inquilino.
Se volete diventare proprietari, vi consigliamo di consultare l’opuscolo dell’Ufficio federale di giustizia o di prendere contatto con la vostra banca.
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Acquisto di fondi da parte di persone all'estero | https://www.bj.admin.ch/dam/data/bj/wirtschaft/grundstueckerwerb/lex-i.pdf |
Le cure mediche ambulatoriali sono dispensate principalmente da medici titolari di uno studio medico o operanti in uno studio collettivo e dai servizi ambulatoriali di ospedali pubblici o cliniche private. A seconda del modello di assicurazione sanitaria prescelto, i pazienti sono liberi di scegliere un medico e hanno accesso illimitato e diretto agli specialisti. I Cantoni e i Comuni offrono un servizio medico scolastico, che svolge regolarmente esami di controllo nelle scuole pubbliche, verifica lo stato immunitario degli allievi, effettua vaccinazioni e così via.
Le cure dentistiche sono dispensate anzitutto da dentisti titolari di uno studio dentistico e da cliniche odontoiatriche pubbliche. L’assicurazione obbligatoria di base rimborsa soltanto le spese causate da determinati interventi, principalmente di natura chirurgica. I servizi scolastici esaminano la salute dentale di tutti gli allievi a più riprese durante la scuola dell’obbligo e se necessario propongono interventi il cui costo è generalmente a carico delle persone interessate.
L’importanza delle cure mediche a domicilio è notevolmente aumentata in questi ultimi anni. L’assicurazione di base copre solo in parte le cure a domicilio e l’aiuto domestico.
La fornitura di simili prestazioni spetta ai Comuni, i quali delegano spesso questo compito ad associazioni private.
Un terzo circa dei farmaci autorizzati è inserito nell’elenco dei medicinali speciali, i quali sono ottenibili solo dietro ricetta medica e rimborsati dall’assicurazione obbligatoria di base, tranne una franchigia del 10%. I medicinali che non figurano sulla lista sono a carico del paziente stesso o eventualmente coperti da un’assicurazione complementare e possono essere acquistati in tutte le farmacie del Paese.
A livello di costi, si constata che il sistema sanitario svizzero è molto oneroso. Anche se la qualità delle cure è superiore rispetto ad altri Paesi, i costi della salute in Svizzera sono i più alti al mondo dopo quelli degli Stati Uniti.
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Ufficio federale della sanità pubblica | Assicurazione malattie (admin.ch) |
Il sistema educativo svizzero si contraddistingue per la sua eterogeneità: ognuno dei 26 Cantoni è infatti sovrano in materia di formazione. A seconda della regione linguistica la lingua d’insegnamento è il tedesco, il francese, l’italiano o il romancio. Tradizionalmente in Svizzera l’apprendimento delle lingue svolge un ruolo importante. Di norma durante la scuola dell’obbligo tutti i ragazzi studiano due lingue straniere, ovvero una seconda lingua nazionale e l’inglese.
La scuola dell’obbligo dura undici anni e comprende in tutti i Cantoni un ciclo primario e un ciclo secondario (livello secondario I). La frequenza è obbligatoria e gratuita per tutti i bambini, svizzeri e stranieri. I Comuni provvedono affinché ogni bambino possa frequentare la scuola pubblica nel proprio luogo di domicilio o nella località più vicina. In ogni Comune, la direzione scolastica (o, in mancanza, l’amministrazione comunale) informa sulle questioni scolastiche generali (ammissione, regolamenti, trasporti). La maggior parte degli allievi frequenta la scuola obbligatoria nelle scuole pubbliche del Comune di domicilio. Circa il 5% degli allievi frequenta una scuola privata.
Nel settore della formazione post-obbligatoria troviamo il livello secondario II e terziario.
Livello secondario II: circa due terzi dei giovani, una volta terminata la scuola obbligatoria, svolge una formazione che congiunge scuola e pratica (tirocinio duale); essa conduce ad un attestato di capacità professionale e può essere conclusa anche con una maturità professionale. Circa un terzo dei giovani svolge una formazione puramente scolastica (scuola specializzata o liceo/scuola di maturità) in preparazione di uno studio presso una scuola universitaria.
Livello terziario: del livello terziario fanno parte le scuole universitarie (università, le scuole universitarie professionali e le alte scuole pedagogiche) e, come importante alternativa, la formazione professionale superiore. La formazione professionale superiore è rivolta a professionisti dotati di esperienza e consente loro di specializzarsi o di qualificarsi ulteriormente.
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Sistema educativo svizzero | https://www.edk.ch/it?set_language=it |
La vita culturale svizzera è caratterizzata dalla diversità geografica, dal multilinguismo, dalla pluralità di confessioni e dagli usi locali. Tutto ciò si traduce in un’incredibile varietà in termini di produzione letteraria, artistica, architettonica e musicale. Le tradizioni, molto sentite in tutta la Svizzera, variano da una regione all’altra o addirittura da un villaggio all’altro. Festività religiose, feste legate alla cultura contadina, commemorazione di eventi storici, sono tutte occasioni di celebrazione. Per quanto riguarda il tempo libero è sufficiente consultare le agende culturali, le guide e la lista delle attività sportive per rendersi conto della ricca offerta ricreativa e culturale della Svizzera.
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Agenda culturale | http://www.myswitzerland.com/it-it/service-attualita/eventi.html |
In Svizzera, ogni nascita deve essere dichiarata all’ufficio dello stato civile del luogo di nascita. La notifica deve essere fatta personalmente dal padre legale del bambino (il marito della madre oppure l’uomo che ha riconosciuto il bambino o intende farlo), dalla madre, da un medico responsabile competente o da un’ostetrica.
Per quanto riguarda il matrimonio i futuri sposi devono rivolgersi all’ufficio dello stato civile competente e presentare i documenti richiesti (per i cittadini stranieri: certificato di domicilio e documenti del Paese d’origine attestanti la nascita, il sesso, il nome, il rapporto di filiazione, lo stato civile e la nazionalità). L’ufficio dello stato civile compente è quello del luogo di domicilio o del luogo in cui si terrà il matrimonio. Il matrimonio civile è pubblico e si svolge all’ufficio dello stato civile in presenza di due testimoni maggiorenni. Al termine della cerimonia viene rilasciato agli sposi il libretto di famiglia e, se i coniugi lo desiderano, l’atto di matrimonio, necessario per celebrare un matrimonio religioso. Le coppie omosessuali beneficiano di uno statuto giuridico riconosciuto in tutto il Paese. L’unione domestica registrata conferisce loro una protezione e obblighi analoghi a quelli previsti per il matrimonio, ad eccezione del diritto all’adozione e alla procreazione assistita.
Ogni decesso deve essere notificato all’ufficio dello stato civile del luogo in cui è avvenuto.
Se una persona muore in casa propria occorre contattare immediatamente un medico affinché ne constati il decesso. Per la notifica di decesso all’ufficio dello stato civile occorre presentare i seguenti documenti: certificato di morte rilasciato da un medico, documento d’identità del defunto, libretto di famiglia o certificato individuale di stato civile o atto di famiglia. La sepoltura o la cremazione è possibile soltanto dopo la dichiarazione di morte allo stato civile.
Il Comune informa sulle formalità e gli usi funebri in vigore.
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Le autorità svizzere online | Decessi | Ufficio federale di statistica (admin.ch) |
Con un’estensione di 5100 km la rete ferroviaria svizzera è tra le più fitte al mondo e funziona interamente ad alimentazione elettrica. Per la maggior parte è gestita dalle Ferrovie federali svizzere (FFS); il resto appartiene a compagnie private.
Le FFS e le altre imprese di trasporto svizzere offrono una grande varietà di titoli di trasporto: biglietti, carte multicorse e abbonamenti. Informazioni in merito possono essere ottenute su Internet o agli sportelli delle stazioni. Rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea/del SEE, i trasporti pubblici sono piuttosto costosi. Gli abbonamenti (p. es. l’abbonamento generale o l’abbonamento metà prezzo) permettono di realizzare notevoli risparmi.
In Svizzera vi sono circa 71 500 km di strade. Il limite di velocità generale è fissato a 120 km/h sulle autostrade, a 100 km/h sulle semi-autostrade, a 80 km/h sulle strade principali al di fuori dei centri abitati e a 30 o 50 km/h nei centri abitati. La Svizzera percepisce una tassa per l’utilizzo delle autostrade: il bollo autostradale (vignetta o contrassegno) è una tassa forfettaria obbligatoria per ogni autoveicolo e ammonta a 40 CHF. Può essere acquistato presso gli uffici doganali, gli uffici postali, le stazioni di servizio, le associazioni automobilistiche e le stazioni ferroviarie. È valido dal 1° dicembre al 31 gennaio dell’anno successivo.
Il traffico aereo in Svizzera è molto intenso. Gli aeroporti del Paese sono importanti punti di contatto per le compagnie aeree internazionali. Gli aeroporti internazionali sono quelli di Zurigo, Ginevra, Basilea, Lugano e Berna.
Link:
Titolo/nome | URL |
Ferrovie federali svizzere | www.ffs.ch |
Ufficio federale delle strade | https://www.astra.admin.ch/astra/it/home.html |
Ufficio federale dell’aviazione civile | https://www.bazl.admin.ch/bazl/it/home.html |